Carpino

L’inconfondibile fossetta e l’inimitabile trama aromatica conferita dai terreni argillo-calcarei costituiscono l’essenza e l’unicità della fava di Carpino. È una rara alchimia di saperi, colori e sapori: solo una profonda conoscenza dell’habitat in cui si coltivano (ai piedi della Foresta Umbra, Puglia Settentrionale), dei cicli della natura e della rotazione obbligatoria con grano o barbabietola permettono, infatti, una gestione basata su eliminazione manuale delle infestanti e sull’assenza assoluta di concimi di ogni sorta, conditio sine qua non per quelle variazioni cromatiche cui si assiste nelle differenti fasi di crescita del legume.

Il verde, al momento della raccolta (tra Giugno e Luglio), lascia progressivamente il passo ad un giallo paglierino durante l’essiccazione, compiuta ancor oggi seguendo antiche consuetudini.

Le eventuali particelle vengono eliminate alzando le fave stesse in aria, mediante pale, imitando fedelmente riti scanditi dai ritmi di lontane tradizioni contadine. Ed è per questo che ad oggi sono a pieno titolo nel novero dei presidi Slow Food, quintessenza di un popolo e di un territorio ancora autentico.

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